Appartamento d'epoca Umbertina

Bari, 2014

Appartamento d'epoca Umbertina

Ristrutturazione di appartamento situtato a Bari, all’ultimo piano di un palazzo di epoca Umbertina. Soprelevazione risalente agli anni '60, adibito precedentemente a canonica. Importante riprogettazione dei volumi e della parte strutturale.
Studio Cusatelli/Campanale Interior Design, a cura di Anna Gambatesa e Stefano Straziota, per gli arredi galleria Misia Arte.

Sculture arazzi di Claudio Varone ed Anneke Copier, Fari dipinti ad olio su tavola di Pietro Capogrosso

E’ una vita nuova, fatta di luce e di respiro quella che una sapiente ristrutturazione ha regalato a questo appartamento nel cuore di Bari. All’ultimo piano di un edificio ‘900, occupa un ampliamento realizzato negli anni ’60 che era la canonica del parroco della vicina chiesa del Sacro Cuore, suddivisa in stanze tradizionali collegate da un corridoio . Oggi grazie al taglio più contemporaneo alterna spazi aperti, come il grande living affacciato senza diaframmi verso la cucina /pranzo, a stanze più raccolte per dimensione, come le camere da letto. Autrice delle scelte che hanno determinato l’aspetto attuale è Anna Gambatesa, gallerista e interior designer barese  che nella sua galleria Misia Arte propone da anni un discorso che interseca discipline differenti, dall’arte al design alla decorazione, unendo ricerche storiche e produzioni contemporanee. Mentre le soluzioni strutturali sono state risolte dallo studio di architettura 3C+M , Anna Gambatesa ha affrontato le scelte estetiche più importanti che hanno dovuto tenere conto, tra l’altro, dei differenti desideri espressi dai padroni di casa. Luigi Morfini, imprenditore nel campo del turismo ( suo il celebre hotel/residenza Palazzo Calò nel cuore della Bari vecchia) e la moglie Valentina, che dopo anni di professione si dedica ora ai due figli Francesco e Daria, avevavo infatti orientamenti diversi. Più fredda e hi-tech quella di Luigi, più femminile e ispirata alle case francesi quella di Valentina.

Anna Gambatesa ha saputo cucire entrambe le aspettative, creando un dialogo tra due visioni difficilmente conciliabili. Il risultato è evidente soprattutto nel grande salone che come un palcoscenico luminoso mette in risalto una serie di arredi e di opere d’arte che dagli anni ‘50 arrivano a oggi. I due mondi dialogano fronteggiandosi: sul lato esterno le strutture in ferro nero lasciate a vista hanno un carattere quasi industriale, danno ritmo alla stanza e creano una sequenza visiva interessante. Sul lato opposto una boiserie in legno dipinto in delicato grigio chiaro ingloba la porta che accede alla zona notte e un mobile bar sapientemente nascosto, e dà un senso di continuità all’intera parete che ospita elementi disomogenei. “Per unire due inclinazioni diverse, entrambe stimolanti, - racconta Anna Gambatesa- mi sono ispirata allo stile dell’edificio primi Novecento che offre spunti decorativi interessanti, a partire dalla boiserie nell’atrio d’ingresso”. La scelta di realizzare il pavimento in resina chiara ha avuto come effetto una dilatazione dello spazio. Agli arredi, dunque, il ruolo di protagonisti : importante non solo per dimensioni il tavolo da pranzo anni ‘70 circondato da sedie anni ’50 in mogano, la libreria che suddivide in due aree il salotto creando un diaframma tra le poltrone rivestite in velluto e la zona divani , risolta con un pezzo firmato da Antonio Citterio che dialoga con la storica seduta in midollino di Franco Albini. Il colore è affidato agli elementi tessili, ai rivestimenti delle sedute e al raro tappeto cinese anni ‘30 nei toni del verde; fanno eccezione le opere in feltro di Claudio Varone, rigorosamente in bianco nero la cui tridimensionalità  trova affinità con la boiserie. Il colore torna nella zona notte, in una tonalità avvolgente nella camera padronale che comunica con il bagno disegnato da Anna Gambatesa con tocchi raffinati, rigorosi nei volumi di pietra del lavabo e più caldi nell’armadio su misura che riutilizza due ante anni ’50. L’impianto assai razionale dell’abitazione, che si svluppa formando un anello intorno al vano scale, viene stemperato proprio dalla decorazione che sa mantenere, però, una certa discrezione. Così il tappeto di piastrelle fantasia che ‘scalda’ il pavimento della cucina o il rivestimento in tessuto del lungo armadio sospeso che occupa il corridoio della zona notte. Qui maschile e femminile hanno trovano reali momenti di dialogo, senza rinunciare, ciascuno, alle proprie aspirazioni.