| Periodo di Produzione | 1993 |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Stile | Contemporaneo, Grafica, fotografia |
| Materiale | resina ed acrilico |
| Condizioni | Le condizioni dell'opera sono originali e generalmente buone, presenti solo lievi segni dovuti al tempo. |
| Stato dell'articolo | l'opera è in buone condizioni generali |
| Dimensioni (CM) L X P X A | L 90 H 70 |
| Range di peso | < 20 kg |
Luigi Billi – Cara mamma stiamo tutti bene, caro babbo siamo tutti morti
€3.500,00
Luigi Billi (1958-2016)
La serie “Cara mamma stiamo tutti bene, caro babbo siamo tutti morti” nasce dal ritrovamento fortuito di un war book appartenuto a Spencer Records, soldato americano che attraversò l’Italia per liberarla dal fascismo, portando con sé, oltre l’oceano, frammenti di vite spezzate. Partendo da questo archivio privato, l’opera indaga il mito dell’eroe cacciatore e guerriero, mettendone a nudo la fragilità celata dietro l’imperativo del coraggio.
Il titolo stesso suggerisce una frattura di genere nella gestione del dolore: alla madre, figura femminile da preservare, si nega la verità della tragedia; al padre, educatore di futuri soldati, si consegna la nuda cronaca della morte. In questo silenzio imposto verso la donna, il maschio evita di rivelare quel lato sensibile che ridurrebbe le distanze tra i sessi, riducendo il proprio vissuto a un asettico “bollettino di guerra”.
L’intervento artistico si distacca dall’esuberanza cromatica per farsi sintesi estrema. Le fotografie originali vengono ridotte a un dualismo cromatico di rosso e nero e sottoposte a un processo di accartocciamento. Questa deformazione fisica della carta trasforma il soldato in un’icona sgualcita, sospesa tra il rifiuto di una storia violenta e l’anelito a un recupero di umanità. Le immagini diventano così il simbolo di un dubbio esistenziale: restare scarti del tempo o ritrovare una dignità attraverso la memoria dei propri affetti.
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