| Periodo di Produzione | 2025 |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Stile | Street Art, Pop Art, Conceptual, Aliens, Social |
| Materiale | serigrafia artigianale |
| Condizioni | Nuovo |
| Stato dell'articolo | Articolo nuovo di zecca, non utilizzato, non precedentemente di proprietà. Non mostra assolutamente segni di usura. |
| Dimensioni (CM) L X P X A | 100×76 |
| Range di peso | < 20 kg |
Illustre Feccia – Emma Goldman
€2.000,00
Emma Goldman
Stencil, marker, tempera, acrilici su décollage su stratificazioni di poster (particolare), 100 cm x 76 cm
Testo di G.Argan:
Illustre Feccia può finalmente presentare il risultato di una ricerca nata per caso due asubverticonstruensva buttando dei manifesti pubblicitari sbrandellati, da lui precedentemente “rapiti”. All’improvviso, la scintilla dell’ispirazione: perché, invece di utilizzarli come “tele” su cui intervenire per ribaltare un’immagine preesistente, non distruggerli e riciclarli per creare qualcosa del tutto nuovo? Questa domanda all’apparenza banale, in realtà sottintende una questione essenziale relativa al subvertising, che è una pratica artistica basata sulla manipolazione di immagini create da altri. A dare il la al subvertiser è sempre un altro artista, il creatore dell’immagine da sovvertire. Ciò comporta che, se da una parte il subvertiser ha ampia libertà nella selezione dell’immagine su cui lavorare, dall’altra è vincolato dalle limitazioni grafiche ed estetiche insite nella stessa immagine scelta. Per quanto si possa sforzare di creare un’immagine potente e iconica, dovrà sempre condividere il merito con qualcun altro che gli ha fornito lo spunto. Ed è proprio su questo nodo che interviene Illustre Feccia, il quale propone una via per l’evoluzione del subvertising. La trova esplorando il concetto di processualità, fondamentale per questa pratica artistica, nella quale il sovvertimento delle immagini è tanto importante quanto l’atto di affiggerle e collocarle negli spazi pubblicitari. Giunge alla conclusione che lo stravolgimento di una réclame può considerarsi compiuto già con il solo processo di rapimento e distruzione di un poster. Questo però non sarebbe sufficiente a produrre arte. Ed è per questo che attua anche una pars construens ispirata alla tecnica del décollage (scollamento) di Mimmo Rotella, il quale, a partire dagli anni ‘50, si mise a staccare stratificazioni di manifesti dai cartelloni, per poi lacerarli al fine di realizzare un’archeologia del presente. Illustre Feccia innesta nel processo rotelliano l’ulteriore fase che definiamo di recollage (rincollaggio): riassembla i brandelli dei poster distrutti in puzzle astratti. Va segnalato che la tecnica del décollage nelle sue varie declinazioni è utilizzata nell’arte urbana da diversi artisti, come ad esempio Faile e Vhils, ma quasi sempre in chiave figurativa e con l’intento di sottolineare i concetti di frattura e lacerazione. L’originalità di Illustre Feccia risiede nell’autosufficienza semantica attribuita all’astrazione in quanto linguaggio espressivo della distruzione. Si consideri, ad esempio, le opere della serie Sottocosto macerie: un turbinio di brandelli di carta, il cui movimento ricorda le tele futuriste di Boccioni. In questo caso è il disfacimento di specifici manifesti dell’Esselunga reclamizzanti sconti a dare significato alle opere. Le macerie sono quelle del potere d’acquisto del consumatore medio che, a causa dell’aumento del costo della vita, riesce a malapena a mettere qualcosa nel carrello. In questa sua ricerca impiega il recollage non solo per la produzione astratta, ma anche per preparare supporti, fatti di manifesti distrutti e riciclati, sui quali dipingere a stencil immagini ex novo. Ciò gli consente di continuare ad agire nel campo del subvertising, risolvendo l’annosa questione della paternità condivisa dell’immagine: il supporto stesso, diventando concettualmente parte integrante dell’opera – in quanto frutto del processo di rapimento, distruzione e riciclo di manifesti pubblicitari – si collega, in alcuni casi direttamente, in altri indirettamente, all’immagine realizzata su di esso. Illustre Feccia, grazie alla sua originale pratica di décollage e recollage sia riuscito a portare nuova linfa alla pratica del subvertising, conferendo all’opera sovvertita un’autonomia visiva e concettuale del tutto inedita. Nel ruolo di diavolo anarchico continua a mettere a ferro e fuoco le città di tutta Europa, ma non per ardere il mondo – come direbbe Cecco Angiolieri -, bensì per aiutarci a smascherare i meccanismi e gli inganni propagandistici e per consentirci di vedere e immaginare oltre il realismo capitalista.
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